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La domus di palazzo Diotallevi
In quella che oggi è la via Tempio Malatestiano, e nelle sue immediate adiacenze, sono stati ritrovati i resti di molte domus.
La grande domus di Palazzo Diotallevi, scoperta nel 1975, fu costruita fra il II e il I secolo a.C. e ristrutturata intorno alla metà del II secolo dopo Cristo. Da edificio ampio ma modesto fu trasformata in un'abitazione lussuosa, con le pareti decorate "a tappezzeria" e i pavimenti a
mosaico in tessere bianche e nere. La grande sala di rappresentanza era destinata ai banchetti.
Lo splendore della mensa è suggerito dal servizio in bronzo custodito in un armadio ligneo. Si possono osservare brocche, pentole, un tegame, una situla, un portalampada. Dell’armadio, carbonizzato nell’incendio che distrusse la domus nella seconda metà del III secolo d.C., rimangono i cardini, i chiodi in ferro e bronzo e la complessa serratura.
Al centro del mosaico è raffigurato Ercole avvolto in una pelle di leone e con la clava in mano che leva la coppa nel gesto di brindare alla salute degli ospiti di riguardo. Secondo una antica tradizione Ercole era il patrono della città di Rimini in età romana, secondo alcune leggende invece sarebbe stato mitico fondatore della città.
L'immagine di Ercole è circondata da una ricca decorazione con motivi geometrici, racemi, animali, vasellame, contornata, su tre lati, da un'alta fascia bianca. La parte più nota e pregevole del mosaico è quello che rappresenta il porto, quasi certamente quello di Ariminum, con il
faro, una scialuppa e due navi da trasporto su cui si vedono gli equipaggi al lavoro. Nel mare nuotano alcuni pesci di enormi dimensioni.
Oltre al mosaico, nel corso degli scavi sono emersi vari altri reperti. Innanzi tutto un bel torso virile in marmo bianco di ispirazione policlitea e la base figurata, anch'essa marmorea, che raffigura un maestro di scuola con uno studente intento ad attizzare la fiammella del candelabro. Sono state ritrovate brocche da vino in bronzo con manici decorati, e altri strumenti domestici come pentole,
tegami, un paio di robuste cesoie. Pregiato e di gusto raffinato è il bronzetto di un Lare danzante, di ellenistica eleganza.
Il particolare legame della città di Rimini, antico centro portuale, al centro delle rotte commerciali, con il
mare e le attività ad esso connesso è testimoniato dai numerosi mosaici dove sono rappresentate navi, convogli mercantili,
marinai, ma anche pesci, molluschi e crostacei.
Rimini è quindi una città d'acqua circondata com'è dal fiume Ariminus (Marecchia) e dal fiume Aprusa
(Ausa), attraversata dalla fossa Patara e affacciata al mare Adriatico.
Al porto, che si apriva alla foce dei fiumi, facevano capo le rotte commerciali che arrichivano la città con i prodotti
provenienti dall’Oriente e dell’Africa con oggetti di ceramica per la cucina, vetro, anfore, arredi di pregio insieme a spezie,
vini, frutte rare.
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