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Il Lapidario romano
Nel giardino interno del Museo di Rimini, sede del Collegio dei Gesuiti, sito in via Tonini, si trova dal 1981
il Lapidario
romano, in una suggestiva cornice di piante di varie dimensioni e ricco di fiori colorati.
Per lapidario si intende una raccolta di pietre, sassi, rocce ecc. Vengono così genericamente chiamati gli ambienti dove una tali collezioni vengono custodite, in particolare nei musei (musei archeologici e di storia naturale). Tale termine si applica anche a pietre scolpite, lavorate o particolari architettonici ecc.).
Nella suggestiva cornice del cortile interno, del Collegio dei Gesuiti, è ospitato, dal 1981, il Lapidario romano, tra i reperti esposti si trovano: stele funerarie, elementi di altari votivi, termini funerari e pezzi di monumenti funebri.
Il progetto del Lapidario riminese, di Giancarlo Susini, si articola in più frammenti: si parte dai monumenti sepolcrali, antiche testimonianze provenienti dai sepolcreti distribuiti lungo le strade che portano alla città.
Nel percorso si trovano le iscrizioni su pietra che testimoniano partecipazioni pubbliche, come la ristrutturazione delle mura cittadine e la lastricatura delle strade, le espressioni del culto e della dedizione, testimonianze sulla organizzazione
sociale e familiare.
La raccolta delle iscrizioni è una testimonianza dei diversi aspetti della vita, pubblica e privata, dal I sec. a.C.
al IV d.c. della città. Rimangono immortali nella memoria della città i nomi di antichi magistrati, funzionari dello stato, soldati, schiavi e liberti (nella Roma antica, un liberto era uno schiavo affrancato, che generalmente continuava a vivere nella casa del patronus). Molto importante è quello che attraverso queste iscrizioni si viene a sapere della vita familiare, religiosa e politica della vita di "Ariminum" e dei suoi abitanti.
La raccolta epigrafica del museo di Rimini è una delle migliori della regione, per ricchezza, atipicità e vetustà dei reperti.
La visita del lapidario costituisce una naturale integrazione al percorso archeologico, arricchendolo dei dati della testimonianza scritta.
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