Gli affreschi della domus del chirurgo I mosaici della domus del chirurgo di Rimini Il mosaico di Orfeo nella domus romana di Rimini


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I MOSAICI E GLI AFFRESCHI ROMANI

La tecnica dell’Affresco

L'affresco è una tecnica pittorica molto antica che si realizza dipingendo con pigmenti stemperati in acqua su intonaco fresco: in tal modo, l'intonaco consolidandosi assorbirà completamente il colore che diventerà resistente all'acqua e al tempo.
Per realizzare l'affresco occorre: un supporto, l'intonaco ed il colore.
Il supporto può essere di pietra o di mattoni, deve essere secco e livellato. L'intonaco (o "tonachino" o "intonachino") è l'elemento portante dell'intero affresco. È composto di un impasto fatto con sabbia fine, polvere di marmo, calce ed acqua.
Il colore, che è obbligatoriamente steso sull'intonaco ancora umido, da qui il nome "a fresco", è di natura minerale, poiché deve poter resistere all'alcalinità della calce.
In epoca romanica la tecnica inizia a raffinarsi; si introduce l'uso di paglia, cocci e stoffa all'interno dell'impasto dell'arriccio e dell'intonaco, per mantenerne l'umidità e consentire un tempo di stesura pittorica maggiore.
Le figure vengono stese con contorno ad ocra rossa, ma lentamente si comincia a riscontrare l'uso di collanti per i colori come la cera fusa.

Nella domus del Chirurgo è stata trovata una ricca selezione di affreschi policromi, recuperati tra le macerie, che comprendono parti di soffitti a cassettoni e di pareti con motivi floreali o di animali. Gli archeologi sono riusciti a ricostruire una impressionistica veduta del porto di Ariminum.




La tecnica del Mosaico

Con questa tecnica decorativa vengono creati motivi geometrici o figurativi accostando piccolissimi frammenti di vari materiali duri. Il termine indica anche l’opera prodotta con tale tecnica.
Questo tipo di decorazione si può realizzare soprattutto su grandi superfici lisce quali pavimenti, pareti o soffitti. Può tuttavia essere usato anche per decorare pannelli o piccoli oggetti.
Primitive e semplificate forme di mosaico, si diffusero nel mondo orientale tra il IV e il III millennio a.C. e si affinarono presso i greci in età classica. Tale tipo di decorazione conobbe punte di raffinatezza e precisione tecnica a Roma e nelle province dell’impero.
Le più antiche decorazioni a mosaico recuperate furono realizzate utilizzando piccoli ciottoli di fiume, elementi cuneiformi di terracotta policroma, creando motivi geometrici; in un secondo tempo si impose l’uso di cubetti di marmo, di pietra o di terracotta, tutti della stessa proporzione.
Per la fabbricazione di questi tasselli squadrati, si tagliavano striscie sottili di marmo o pietra colorata di pochi millimetri, che a loro volta venivano poi spezzate a distanze regolari.
Famosi in tutto il mondo sono i mosaici realizzati con tessere di vetro, diffusi dal periodo ellenistico in diverse regioni dell’area mediterranea.



I mosaici della domus del chirurgo

Fra i tanti mosaici rinvenuti nella domus se ne distinguono alcuni tipi in particolare: l’opus tessellatum, motivi geometrici ottenuti con pietre o marmi prevalentemente bianchi e neri (trecce, scacchi, losanghe ecc.); l’opus vermiculatum, realizzato con minuscoli frammenti di pietre o marmo di varie dimensioni, disposti fittamente a seguire il profilo dei soggetti rappresentati: consente complesse composizioni figurative policrome, ad esempio il Mosaico con Orfeo (Orfeo ammansisce con la sua cetra pantere, leoni, daini e uccelli); l’opus musivum, decorazione parietale con tessere di smalto e pasta vitrea, e infine l’opus sectile, pavimento composto di pietre e marmi di diverse dimensioni.

Un raffinato quadretto in pasta vitrea di produzione orientale riproduce tre pesci con colori vivaci su sfondo blu, che indicherebbe il gusto orientale del padrone di casa, che si riflette anche nell’arredamento e dei decori della domus.
Una piccola rappresentanzione del vicino ambiente marino.

 












In collaborazione con: Hotel Rimini - Hotel Riccione