Nel complesso archeologico scoperto in piazza Ferrari a Rimini si evidenziano diverse strutture di epoche differenti che testimoniano gli oltre 2000 anni di storia riminese.
Accanto alla Domus del Chirurgo ci sono i resti di un palazzo tardoantico e strutture altomedioevali.
Nella zona settentrionale della piazza si sono riportati alla luce i resti della Domus, che risale al II secolo d.C.,
ed è uno splendido esempio di architettura romana, con stanze, pavimenti e soffitti ben conservati.
La domus fu distrutta verso la metà del III secolo a seguito della scorreria degli Alemanni.
Dopo il 260 d.C. furono costruite nuove mura cittadine che inglobarono la Domus. Il palazzo rinvenuto nella parte meridionale del complesso risale al V-VI secolo.
Di proprietà di un ricco "dominus" si sviluppava intorno ad un giardino interno arricchito
con una fontana. Le stanze che si affacciavano sul corridoio erano rivestite da mosaici policromi.
Alcune erano addirittura riscaldate. Come sala di rappresentanza di usava una aula absidata.
Il palazzo fu distrutto ai tempi della guerra tra Goti e Bizantini.
L’area fu adibita successivamente a sepolcreto in quanto probabilmente era posta vicino ad un edificio religioso.
I corpi dei defunti venivano seppelliti entro le mura cittadine, in fosse molto semplici, talora coperti con tegole.
I resti di alcuni corpi sono stati rinvenuti ancora ben conservati. L’area fu usata come cimitero sino al VII secolo.
L'ultima scoperta è una abitazione del periodo altomedioevale costruita con materiali facilmente deperibili come legno, argilla e terra battuta.
Di tale abitazione è ancora visibile un grande focolare.